E.T.zine #05
Gennaio/Aprile 2026
Novantesimi
Fanzine digitale
di critica d’arte
Progetto a cura di
Miriam Di Francesco
Martina Macchia
Grafica e disegni
Giorgia Mascitti
VAI AL PRESS KIT
Dal 17 febbraio 2026 è online il numero 05 della fanzine di critica d’arte NOVANTESIMI, interamente dedicata all’arte italiana degli anni Novanta. Come suggerisce il titolo, il numero raccoglie contributi e riflessioni su quel decennio. Il numero è scaricabile e stampabile tramite il link in bio sul profilo Instagram @e.t.zine.
NOVANTESIMI include interviste a Cesare Pietroiusti, Liliana Moro, Giacinto Di Pietrantonio e Giulio Ciavoliello, e prosegue il suo percorso di ricerca storica con altri due numeri previsti per il 2026, ciascuno focalizzato su nuovi interlocutori e approfondimenti.
Al suo secondo anno, E.T.zine continua a interrogare la scrittura critica d’arte, facendo della sperimentazione il proprio metodo d’indagine. Tra teoria e prassi, tra storia dell’arte e critica, la rivista affronta il vuoto lasciato da una narrazione incompleta degli anni Novanta, con l’obiettivo di restituire senso al presente e immaginare nuovi scenari futuri. Per le ultime generazioni, uno dei compiti più urgenti è ricucire la memoria degli anni Novanta, colmare un vuoto critico e teorico creatosi nel passaggio tra il secolo scorso e l’attualità. Rileggere quel decennio significa restituire senso al presente e aprire un dialogo diretto con artisti, curatori, collettivi e spazi che, spesso ai margini delle istituzioni — assenti o inesistenti — hanno costruito modelli indipendenti, autogestiti e radicali di produzione culturale.
In questa direzione, la ricerca di Martina Macchia – entrata nel team di E.T.zine – indaga le residenze d’artista come dispositivi di progettazione culturale alternativi, capaci di attivare spazi residuali e marginali rispetto al sistema dell’arte e alle sue logiche economiche. Le residenze, soprattutto a partire dagli anni Novanta e con un’accelerazione negli anni Duemila, hanno rappresentato poli ibridi di ricerca e sperimentazione, promuovendo pratiche relazionali e partecipative che ridefiniscono l’autorialità e il senso collettivo della produzione artistica.
Questi luoghi e pratiche, spesso situati in contesti decentrati o periferici, aprono nuove possibilità di coesistenza e progettazione condivisa, coinvolgendo comunità umane e non-umane, e agendo fuori dai meccanismi di accumulazione capitalistici. L’approfondimento di queste dinamiche arricchisce il lavoro di E.T.zine, che trova in queste sperimentazioni una chiave per ripensare la scrittura critica e il suo ruolo attuale. L’intervista assume un ruolo critico privilegiato nella fanzine, permettendo di esplorare tanto pratiche individuali quanto collettive e di delineare le traiettorie che dagli anni Novanta hanno aperto nuovi scenari artistici, tra l’eredità dell’Arte Povera e della Transavanguardia e il rifiuto delle narrazioni dominanti.
Per dare spazio e respiro alla riflessione, E.T.zine rallenta il proprio ritmo, trasformandosi in una pubblicazione quadrimestrale, e arricchisce il team con Martina Macchia, dottoranda presso l’Accademia di Belle Arti di Roma in consorzio con Roma Tre, nel programma “Culture, pratiche e tecnologie del cinema, dei media, della musica, del teatro e della danza”.