Graziano Riccelli, Radici Verticali, 2025. Courtesy l’artista, RESTARE 2025

 


Artista: Graziano Riccelli

A cura di: Fiorella Fiore

Sede: Torre di Satriano, Tito, Potenza

Promosso da: Comune di Tito in collaborazione con il LAP Laboratorio di Arte Pubblica, la Pro Loco “Gli Antichi Portali” e la partecipazione della Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Matera (SSBA)  

 

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PROGETTO RESTARE (RESidenze Territoriali ARcheologiche artistichE). Inaugurazione dell’opera “Radici Verticali” di Graziano Riccelli, inaugurazione 24 luglio 2025

E’ stata inaugurata il 24 luglio, nel sito archeologico di Torre di Satriano in Tito, l’opera “Radici Verticali”, scultura temporanea in materiali vegetali dell’artista campano Graziano Riccelli (Avellino, 1998), a cura di Fiorella Fiore.

L’opera è la prima ad essere realizzata nell’ambito della prima edizione del progetto “RESTARE (RESidenze Territoriali ARcheologiche artistichE) promosso dal Comune di Tito, in collaborazione con il LAP Laboratorio di Arte Pubblica, la Pro Loco “Gli Antichi Portali” e la partecipazione della Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Matera (SSBA) e nasce in continuità con le esperienze maturate tra il 2023 e 2024 nel corso della ricerca di dottorato di Fiorella R. Fiore (tutor di ricerca sono state le Prof.sse Francesca Sogliani e Mariadelaide Cuozzo) , all’interno del corso Cities and landscapes: architecture, archaeology, cultural heritage, history and resources – XXXVII ciclo, dell’Università degli Studi della Basilicata – Dipartimento per l’Innovazione Umanistica, Scientifica e Sociale.

La ricerca dottorale di Fiorella Fiore, curatrice della residenza artistica, ha visto, grazie al supporto proprio del Comune di Tito, una progettualità realizzata con gli studenti della Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli (ABANA) coinvolti nell’ambito delle attività del Corso di Videoinstallazione della Prof.ssa Elisa Laraia, anche nella veste di Direttore del LAP Laboratorio di Arte Pubblica, e con gli studenti della Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Matera (SSBA) dell’Università degli Studi della Basilicata.

L’attività di ricerca ha come protagonista l’insediamento fortificato medievale di Satrianum (del XI-XV sec.) nel Comune di Tito, oggetto di una lunga stagione di scavi e ricerche iniziata nel 2013, diretta dalla Prof.ssa Francesca Sogliani, condotte dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera (affiancata, dal 2022, anche dagli archeologi dell’Università di Rennes II, coordinati dal Prof. Dominique Allios), con il supporto del Comune di Tito e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata (concessione MiC n.933 del 26/06/2024).

La ricerca di Graziano Riccelli si concentra sulle relazioni tra essere umano e ambiente e su come l’azione antropica vada a modificare il contesto naturale; grazie anche alla mediazione offerta dagli archeologi, impegnati negli scavi nel mese di luglio 2025 e con il quale l’artista ha condiviso spazi ed esperienze durante il suo periodo di residenza, Riccelli ha realizzato un’opera site specific calata nel contesto archeologico ma anche paesaggistico, strutturata con materiali organici (raccolti nel territorio che circonda il sito) e che evidenzia il ruolo fondante della conoscenza (archeologica e storica) per elevarsi.

Ma non solo; come riporta Fiorella Fiore «destrutturando il concetto stesso di monumento, l’artista ha creato un’opera effimera, temporanea, che certo richiama alle graminacee presenti sul sito e piegate dal vento e che racconta dell’adattamento ‘resiliente’ degli antichi abitanti di Satrianum (colpiti nei secoli da importanti terremoti e incendi che hanno interessato l’area e che sono, da anni, oggetto della ricerca archeologica); ma, nel suo essere volutamente oggetto di un costante mutamento, ci racconta anche di quel concetto di ‘attraversamento del tempo’ centrale nella pratica tanto dell’archeologo quanto dell’artista: perché entrambe le categorie, con modalità differenti, eppure analoghe, interrogano da sempre lo spazio e la storia».

È anche in virtù di questo portato critico che l’organizzazione, in accordo con tutti i partner, sta valutando la possibilità di far restare sul sito l’opera – comunque temporanea per natura e materiale – più a lungo di quanto preventivato, ovvero oltre la chiusura invernale di Torre di Satriano a Tito, prevista per novembre 2025.

 

 

 

 

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