Com’è il cielo in Palestina? Bandiera

 

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Il progetto di Giovanni Gaggia si unisce alla prossima missione. Cento bandiere salperanno ad Aprile

IlGlobal Movement to Gazariunisce organizzatori e partecipanti della Marcia Globale verso Gaza, svoltasi in Egitto nel giugno 2025. Il movimento rappresenta uno dei bracci operativi della più ampiaGlobal Sumud Flotilla, insieme alle delegazioni dellaFreedom Flotilla Coalitione delConvoglio Sumud, uniti in uno sforzo comune per porre fine all’assedio israeliano di Gaza e consegnare aiuti umanitari attraverso un’azione coordinata e non violenta. L’obiettivo è chiaro: rompere pacificamente il blocco imposto a Gaza e portare cibo e aiuti medici urgentemente necessari a una popolazione stremata.

Dopo la prima missione del settembre 2025, il 25 aprile 2026 partirà una seconda missione civile e non violenta via mare: più partecipata, più determinata e ancora più imponente, diretta a Gaza. La missione è promossa dalGlobal Movement to Gazae dallaGlobal Sumud Flotillae partirà anche dall’Italia, dal porto diAugusta.

Questa volta anche l’arte sarà parte integrante della traversata, con la grande opera collettiva di Giovanni Gaggia,“Com’è il cielo in Palestina?”: un progetto processuale tra memoria, attivismo e resistenza.L’iniziativa nasce dalla società civile e intende rompere il silenzio sull’assedio che da anni colpisce la popolazione palestinese, richiamando con forza il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.L’opera si compone di parole.È tempo di restituire importanza e peso alle parole che utilizziamo: parole che se scelte con responsabilità e umanità, lontano da pregiudizi, da logiche di convenienza e da meri interessi di parte, hanno il potere di cambiare la storia.

L’arte, in questo caso, accoglie l’invito a sostenere la missione,seguendola, raccontandola, trasformandola e contribuendo a dare visibilità ai fatti e alla mobilitazione della società civile. Un’opera d’arte, così come ogni voce, in particolare quella della stampa, può fare la differenza nel mantenere alta l’attenzione sull’urgenza di difendere i diritti umani e la dignità della popolazione palestinese.

Molteplici sono le città in cui si sono svolti momenti di ricamo collettivo:Torino, Verbania (VB), Mondovì (CN), Venezia, Milano, Varese, Sondrio, Ancona, Urbino (PU), San Benedetto del Tronto (AP), Pescara, Teramo e Roma.

Le bandiere hanno iniziato a essere issate il 22 marzo ad Ancona; tra queste, il vessillo realizzato dall’artista con la frase diVittorio ArrigoniRestiamo umani”, che salperà con l’ammiraglia. Sono state inoltre issate il 29 marzo a Civitavecchia, Tutte convergeranno nella partenza ufficiale prevista adAugusta il 25 aprile.

Com’è il cielo in Palestina?è un’opera processuale nata nel 2023 nell’ambito diPesaro 2024 – Capitale Italiana della Cultura, poi sviluppatasi in una grande installazione presentata allaCasa della Memoria di Milano. Il progetto ha quindi proseguito il suo percorso in forma diffusa in diverse città italiane —Nuoro, Catania e Jesi— coinvolgendo mostre, scuole e laboratori di arte partecipata, e continua a crescere come pratica collettiva che attiva territori e comunità. L’intero percorso sarà raccontato in un saggio di prossima pubblicazione. Un cammino che non si interrompe e che contribuisce a mantenere viva l’attenzione su Gaza in un momento in cui l’interesse mediatico appare affievolito.

Il lavoro di Gaggia invita a una presa di posizione contro l’inerzia e la rassegnazione: ogni coperta diventa bandiera e voce collettiva, capace di portare un messaggio di solidarietà. Le frasi ricamate, mantenute nella lingua originale, raccontano dolore e assedio ma anche la speranza di un cielo condiviso oltre muri e confini. Un mantra di pace e comunanza pronto a viaggiare verso Gaza e oltre, per continuare a tessere resistenza e sostegno

Il progetto si è progressivamente ampliato grazie al contributo di comunità di diverse città italiane, diventando un’opera collettiva e diffusa che può vivere anche senza la presenza diretta dell’artista: le testimonianze vengono “adottate” e ricamate dalle comunità. Questo processo partecipativo si è intrecciato con iniziative di solidarietà, tra cui ilGlobal Movement to Gazae laGlobal Sumud Flotilla.

Per la nuova missione, un componimento ricevuto da Silvia Severini mentre si trovava a bordo della Global Sumud verrà suddiviso in 100 parti e ricamato su 100 bandiere della Palestina, che si imbarcheranno sulle navi della flottiglia.

Sulla nave ammiraglia salperà invece la frase diVittorio Arrigoni,“Restiamo umani”, ricamata da Giovanni Gaggia in occasione del quindicennale della sua morte, avvenuta proprio nella Striscia di Gaza.

Il componimento è una voce da Gaza che accompagnerà la missione: una lettera che continua ad attraversare il mare.

 

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