Titolo Mostra: ART: TECH EXHIBITION
Nell’ambito di CYFEST-12, International Media Art Festival

a cura di: Anna Frants, Elena Gubanova, Silvia Burini, Giuseppe Barbieri, Valentino Catricalà, William Latham, Lydia Griaznova

Date: 11.05 – 28.06.2019

Luogo: Ca’ Foscari Zattere Cultural Flow Zone
Zattere, Dorsoduro 1392, Venezia
Fermata del vaporetto: Zattere

Orari:
Lunedì–Venerdì: 10 – 22
Sabato: 10 – 19
Domenica: 15 – 22

ID. ART: TECH EXHIBITION

Nell’ambito di CYFEST-12, International Media Art Festival 11.05 — 28.06.2019

CYLAND MediaArtLab in collaborazione con il Centro Studi sulle Arti della Russia CSAR presenta la mostra ID. ART:TECH.

ART:TECH EXHIBITION è dedicata al tema dell’ID come fenomeno dall’ampio spettro di significati: dal termine usato in psicoanalisi (id) al documento che certifica l’identità di qualcuno (ID). Ci interessa cosa ID rappresenta nel mondo delle persone e delle cose, quali nuovi significati emergono e a cosa conduce l’interazione tra questi.

Dal 10 maggio al 28 giugno 2019, presso gli spazi di Ca’ Foscari Zattere Cultural Flow Zone, saranno esposti i lavori di artisti contemporanei provenienti dalla Russia, Italia, Gran Bretagna, USA, Belgio, Francia, Norvegia così come anche alcune opere classiche del XX secolo. Tra coloro che partecipano alla mostra segnaliamo, da New York, il guru underground della sound art e rinomato compositore minimalista Phill Niblock, l’artista sperimentale e fashion designer russo Andrey Bartenev, l’artista e curatore del padiglione dell’Asia Centrale per la 55-esima Biennale di Venezia Ayatgali Tuleubek, da San Pietroburgo l’artista, curatore e vincitore del Sergey Kuryokhin Award e dell’Innovation Prize Peter Belyi, l’illustre artista russo e fondatore della sots art Erik Bulatov e altri. Il progetto espositivo consiste in un’analisi visuale del tema dell’identificazione: dalle forme con funzione sociopolitica dei ritratti del non-conformismo sovietico alle immagini della cultura di massa, l’estetica delle carte d’identità, delle foto dei passaporti e dei social network.  

Il progetto unirà in un solo spazio l’arte non ufficiale sovietica proveniente dalla Frants Family Collection e dalla Kolodzei Art Foundation, video, sound, net-art, installazioni fotografiche e oggetti d’uso quotidiano.

 

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